Arte e charme. Uno fascino particolare avvolge la città di Acqui T. e incanta ogni visitatore, le cui opere d'arte sono vera e sorprendente testimonianza di un passato importante ma anche di un presente attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale, storico ed artistico.


La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Trittico della Madonna di Montserrat - piazza Duomo

La maestosa Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, fu consacrata nel 1067 da San Guido, Vescovo e Santo Patrono della città. E' una costruzione romanica oggetto di numerosi interventi nel corso dei secoli, che conserva della primitiva architettura parte delle strutture esterne, il transetto e le absidi semicircolari. La facciata, anch'essa rimaneggiata e preceduta da un atrio a colonne binate del seicento mostra un pregevole portale marmoreo scolpito dal maestro Antonio Pilacorte (1481).
Il Trittico della Madonna di Montserrat conservato nella sala del Capitolo, è un capolavoro del pittore spagnolo Bartolomeo Bermejo, in Latino si firmava Rubeus, maggior esponente della pittura ispano-fiamminga del tardo ‘400. Fu commissionato intorno al 1480 da Francesco Della Chiesa, nobile mercante acquese residente in Spagna con avviati commerci, per essere collocata nella cappella di famiglia che stava per essere eretta in cattedrale. La tavola presenta al centro la Vergine di Montserrat con il bambino e il mercante. La Madonna è seduta su una sega (che rappresenta Montserrat, dove sorge il celebre santuario catalano, che significa proprio monte dentato), mentre tiene in braccio Gesù bambino con lo sguardo rivolto verso un cardellino legato ad un filo.
Le ante laterali illustrano dall’alto a sinistra la Nascita della Vergine, in basso San Francesco che riceve le stimmate, in alto a destra la Purificazione, e in basso San Sebastiano vestito in tipici abiti con le frecce in mano.
Con le ante chiuse, il Trittico presenta l’Annunciazione.
Inoltre nella sala del Capitolo sono custodite una pala di scuola Lombarda del 1496 e l'Annunciazione, opera di Valerio Castello del 1645.
Il Trittico della Madonna di Montserrat non sarà visitabile fino ad ottobre del 2019 in quanto esposto all'estero attualmente presso il prestigioso National Gallery a Londra.  In loco è presente una riproduzione perfetta dell'originale.
La Chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00.

All'interno della Cattedrale si possono ammirare gli affreschi della volta capolavoro di Pietro Ivaldi detto il Muto, mentre gli affreschi dell'abside centrale con le sue volte coperte da stucchi e affreschi barocchi datati 1668 sono opera di Giovanni Monevi che realizzò anche la grande "Assunzione della Vergine" e la grande tela raffigurante San Guido dipinta dal David Corte nel 1645.


Casa di Riposo Ottolenghi e il Figliol Prodigo - via Verdi

Ha sede nel cinquecentesco ospedale cittadino di cui resta il triplice ordine dei loggiati. La ristrutturazione del 1934 si deve alla generosità dei conti Arturo ed Herta Ottolenghi che affidarono all'architetto Marcello Piacentini i lavori. Le decorazioni sono opera di artisti come Ferruccio Ferrazzi e Fiore Martelli.
Nel giardino è possibile ammirare il gruppo bronzeo "Il Figliol Prodigo" - capolavoro di Arturo Martini


La Chiesa Conventuale di San Francesco e la Quadreria - Corso Roma

L'insediamento francescano in Acqui risale al 1244; tra la prima metà del '400 e gli inizi del secolo seguente furono ricostruiti chiesa e chiostri. Dopo il degrado successivo alla soppresione napoleonica, nell'800, sì ricostrui la chiesa.
All'interno della chiesa è notabile la quadreria:  l'Immacolata Concezione del Moncalvo del primo '600, l'Adorazione dei Magi di Raffael Angelo Soleri eseguita tra il 1589-1590, una Madonna con il Bambino tra S. Francesco e S. Antonio da Padova del 1600 e altre tele seicentesche. Infine gli affreschi della volta sono di Pietro Ivaldi detto il Muto. 


Chiesa della Madonna Addolorata - piazza Addolorata

Stile romanico a tre navate con campanile ottagonale appoggiato sull'abside sud. Eretta come chiesa abbaziale dello scomparso monastero di San Pietro, fondazione vescovile dell'XI secolo, sull'area di una precedente chiesa cimiteriale.
Al suo interno conserva un grande affresco di metà '400 raffigurante "La Pietà con ai lati i vescovi S. Maggiorino e S. Tito". L'opera da tempo staccata dalla parete e recentemente restaurata, è di scuola Lombarda e conserva aspetti pittorici del cosidetto "gotico internazionale". Da ricordare anche sono due tele con "L'Incoronazione di spine" e "Gesù di fronte a Pilato" di tipologia ancora seicentesca e la statua lignea della Madonna Addolorata.


Il Mausoleo - Il Tempio di Herta a Villa Ottolenghi - Regione Monterosso, 42

Il complesso di Monterosso è l'unico esempio in italia di stretta collaborazione tra architetti, pittori, scultori e mecenati per dare vita a una dimora padronale ricca d'importanti opere d'arte. Nel 1920 i Conti Ottolenghi, Arturo ed herta von Wedekind zu Horst, affidarono la progettazione della loro Villa prima a Federico d'Amato e poi al celebre architetto Marcello Piacentini. Il mecenatismo degli Ottolenghi portò a Monterosso artisti come Ferruccio Ferrazzi, Fortunato Depero, Adolfo Wildt, Liberto Andreotti, Fiore Martelli, Arturo Martini, Rosario Murabito e Venanzio Crocetti. Alla morte prima di Arturo e poi di Herta è il figlio Astolfo che s'impegna a terminare l'opera dei genitori. Al completamento della Dimora, partecipano l'architetto paesaggista Pietro Porcinai, Amerigo Tot con il balcone scultura e il Murabito con i suoi graffiti.

Non lontano dalla Villa, sul presidio collinare vitivinicolo si trovano il Mausoleo, oggi Tempio di Herta, e il Parco, ricavato da un preciso disegno scenografico che prende il nome di "Paradiso Terrestre", il quale ha ospitato opere sculture di Arturo Martini, come "Adamo ed Eva" e il "Leone di Monterosso" che sovrastava l'ingresso del Tempio. L'enorme portale del Tempio, di bronzo, nichel e rame inciso, monumentale opera dei maestri Ernesto e Mario Ferrari, fa da preludio alla bellezza degli affreschi di Ferruccio Ferrazzi e ai mosaici disegnati dallo stesso pittore e realizzati della scuola musiva di Ravenna e del Vaticano.
Le caratteristiche morfologiche e i materiali usati vanno ben oltre il lusso e sono assolutamente fuori dal consueto.
Il Tempio rappresenta per la Villa una meta di grandissimo valore storico-artistico.

Il tempio di Herta è visitabile previa una prenotazione telefonica ai seguenti numeri 0144 322177 / 335 6212093 - accoglienza@borgomonterosso.com