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Acqui T. – Cavatore – Ponzone –Malvicino – Cartosio – Melazzo – Acqui T. ( 50km circa a/r)

Itinerario di grande interesse panoramico sul dorsale collinare dominante la valle del torrente Erro che giunge fino in prossimità dell’Appennino Ligure in un paesaggio quasi alpestre.

Dalla zona Bagni al di là del fiume Bormida, seguire la strada direzione Sassello e dopo 500 metri c.a. girare a sinistra e seguire per Ponzone. Dopo 7km si giunge a CAVATORE (altezza s.l.m. 516 mt.) bel borgo medievale dominato dalla torre. La torre, costruita a guardia delle vie conducenti ad Acqui da sud e da occidente, è uno degli esempi migliori del suo tipo: si tratta di un mastio a base quadrata, dalla perfetta muratura, con la piccola porta di accesso a circa 1/3 dell’altezza. Il paese conserva inoltre alcune case medievali in pietra e alcuni palazzotti del ‘500/’600. Nei pressi del Cimitero si trova la chiesa di S. Lorenzo, con abside di epoca romanica che conserva all’interno affreschi del XV e XVI sec. Patrono S. Lorenzo (10 agosto).

Si prosegue con una vista panoramica sulla valle dell’Erro per giungere poco prima di PONZONE a CIGLIONE, una piccola frazione che annovera un gioiello barocco: la chiesa di San Bernardo, la cui parte absidale è stata affrescata da Pietro Ivaldi (“il Muto”), con le Virtù Cardinali, gli Evangelisti e l’Ultima Cena; da visitare la pieve di San Colombano nel cimitero di origine romanica. Si continua per CALDASIO, piccolo borgo immerso nei boschi, oasi di riposo e relax. Si prosegue per PONZONE (altezza s.l.m. mt. 629) collocato sul crinale spartiacque tra i torrenti Erro e Visone, e considerato la “seconda veduta più panoramica d’Italia”. Capoluogo di un vasto territorio costellato di vari centri abitati, frequentata turisticamente in particolar modo nel periodo estivo. Comune medievale, feudo di un ramo degli Aleramici dal 1167, centro di un marchesato estero nelle valli della Bormida, dell’Erro e dell’Orba. Passato nel 1344 ai Genovesi, poi ai Marchesi del Monferrato ed infine ai Savoia.

Dal suo belvedere si apre lo spettacolo meraviglioso su tutto l’Appennino ligure e sulla cerchia alpina ed in vicinanza i vari paesi di cui spiccano le torri. Il paese conserva l’oratorio del S. Suffragio che ospita il museo di arte sacra del sec. XVII fra le cui opere spicca un gruppo ligneo « Visione di S. Giovanni Evangelista a Patmos » dell’artista genovese Antonio Maria Maragliano (1664-1741) e vari lavori di intaglio appartenenti a diversi periodi, e la Parrocchiale di S. Michele ricca di elementi barocchi. Conserva ancora alcune vecchie case con diversi portali in pietra, e il castello, ora ridotto a poche rovine, smantellato dagli Spagnoli nel 1646, apparteneva ai Marchesi di Ponzone.

E’ il paese dei funghi, dei formaggi, dei tartufi, dei dolci e paese di produzione di salumi tra cui il pregiato filetto baciato. Festa patronale di San Giustino la 3° domenica di settembre e la tipica sagra dei ceci con le cotiche il 2 novembre. Chi avesse maggior tempo a disposizione e desiderasse completare l’itinerario con un panorama sull’Appennino ligure, può compiere questa suggestiva deviazione; da Ponzone, proseguendo sul crinale prospiciente la valle Erro tra bellissime viste panoramiche su boschi di castani e pini, si attraversano gli abitati di CHIAPPINO ridente frazione in una bella posizione panoramica frequentato luogo di villeggiatura estiva; CIMAFERLE, che conserva nella piccola chiesa un bel ciclo di quadri moderni di soggetto sacro del Morando; TOLETO, patria del pittore Pietro Ivaldi detto “il Muto”, possiede una delle più belle chiese cinquecentesche; ABASSE, luogo di gastronomia e villeggiatura e nei pressi vi è un aberch con essiccatoio per le castagne; PIANCASTAGNA, tipico borgo rurale appenninico, conserva un monumentale Sacrario che ricorda l’eccidio di partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale; in autunno vi ha luogo la Festa della Montagna; MORETTI, circondato da un suggestivo paesaggio quasi alpestre, è ultima propaggine del Piemonte, dove è possibile percorrere il sentiero n°. 536 “Anello di Bric Berton”.

Altrimenti, uscendo dal paese di Ponzone subito a destra si prende la strada n°.212 direzione CARTOSIO (piccola strada panoramica ma molto tortuosa) che scende nella valle dell’Erro, e a circa 3km si trova il Santuario Nostra Signora della Pieve, meta di pellegrinaggi devozionali, fondato nel XI sec e ricostruito nel 1694, costellato dalle armoniose cappelle della “via Crucis”. La facciata conserva il portale barocco della metà del ‘600 e all’interno delle belle tele di scuola piemontese e ligure. La leggenda vuole che la Madonna sia apparsa ad una fanciulla sorda-muta che pascolava il gregge, alla quale chiese di edificare una chiesetta sul luogo. La fanciulla prese a parlare dell’apparizione che fu creduta da tutti. Giunti al ponte di Guadobono si ridiscende la valle dell’Erro.

Consigliamo una sosta anche alla frazione FOGLI che si anima d’estate con l’arrivo dei turisti attratti dal clima fresco, e a PIANLAGO che si distingue per l’altissimo campanile della parrocchiale e per la produzione di formaggette e funghi.

Prima di arrivare a Cartosio, suggeriamo una tappa a MALVICINO, un gioiello di paese, una borgata di poche case antiche, raccolte intorno a una piazza, con una rustica chiesa rinascimentale, la pieve campestre di San Michele, antichissima chiesetta romanica che sorge in una radura circondata dal bosco, e l’oratorio restaurato dal Comune adibito a sede di mostre e incontri culturali. Funghi, castagne e selvaggina sono i principali tesori degli immensi boschi che coprono gran parte del territorio comunale. Si arriva a CARTOSIO, nel cuore della valle dell’Erro (altezza s.l.m. 236 mt.) che conserva la torre, ovvero una casa-torre caratterizzata militarmente dalla base scarpata e dall’altissimo ingresso dotato di ponte levatoio, i resti delle mura e del castello, proprietà degli Asinari, grandi banchieri astigiani che nel sec. XIV furono anche feudatari a S. Marzano Oliveto e Lu. La parrocchiale di Sant’Andrea di forme tardo barocche, ricca di decorazioni ottocentesche e la Madonna della Pallareta, antico luogo di culto completano la visita.

Si continua a discendere la valle dell’Erro tra paesaggi suggestivi e si giunge a MELAZZO (altezza s.l.m. 254 mt) raccolto attorno al castello, cinto da alte e robuste mura, proprietà dei conti Aquesana, famiglia nobile Acquese da cui nacque San Guido, Vescovo e Santo Patrono della città di Acqui al quale si deve fra l’altro la costruzione della Cattedrale. All’interno del castello una lapide ricorda (forse in maniera leggendaria) che qui rimase nascosto (1330-1333) Edoardo II Plantageneto Re d’Inghilterra, dopo la sua deposizione. La parrocchiale barocca conserva all’interno una tela del Moncalvo e altre belle tele. Attiguo è l’oratorio di S. Pietro martire dell’epoca barocca. Poco dopo si giunge in località QUARTINO, dove alla sinistra un viale alberato conduce ad una villa nobiliare dell’ottocento con un ampio parco, Villa Scati, appartenente già agli Avellani ed in seguito alla famiglia Scati, una delle più antiche casate acquesi. Da qui si ritorna ad Acqui.

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